Colloquio di lavoro: trattieni le emozioni

Se avete già preso parte a delle selezioni o a degli incontri conoscitivi ormai lo sapete, ma se siete nuovi dell’ambiente vi interesserà sapere che il momento del colloquio di lavoro è una sorta di match. L’incontro si svolge tra il candidato e l’interlocutore, che il più delle volte è uno delle risorse umane, quel reparto che in ogni impresa si occupa di selezione del personale.

Dovete sapere che un tempo questo reparto non esisteva, si facevano i colloqui direttamente con i futuri capi o comunque con dei veri e propri responsabili d’azienda. Però poi una serie di fattori come l’assorbimento del modello inglese/americano, l’aumento dell’orario lavorativo, l’aumento della mole di lavoro e la sempre più costante attenzione e controllo rispetto alle risorse aziendali, capitali e umane, ha portato la totalità delle imprese a sguinzagliare l’esercito delle HR (dall’inglese human resources, risorse umane) per occuparsi di questa fondamentale parte del lavoro.

Altra informazione che vi può essere utile per avere in testa un quadro completo della situazione è che le HR solitamente vengono da un percorso formativo universitario come Psicologia, Scienze Politiche, Lettere, Filosofia o similari, quindi sanno molto di sociologia e di comportamenti, senza contare che, variando da azienda a azienda, vengono costantemente edotti verso l’apprendimento di un processo di selezione creato ad hoc per quella specifica azienda. In soldoni state attenti, al colloquio verrete presi in esame sotto ogni singolo aspetto, da ogni angolazione e verrete giudicati in base a come risponderete e/o comporterete.

Ma non temete, il decalogo del colloquio senza rischi è qua ed è pronto per voi:

1. Abbigliamento. Vestirsi secondo un look adeguato alla tipologia di azienda, né altisonante né dozzinale in ogni caso. Nel primo caso sembra che volete strafare e nel secondo potete apparire irrispettosi.

2. Sguardo. È molto importante mantenere il contatto visivo con il vostro intervistatore. Ogni tanto potete togliere l’attenzione dal suo sguardo ma non per molto, se lo fate cercate di tornare in fretta a guardarlo dritto negli occhi, ciò denota grande sicurezza.

3. Gesti. È risaputo che il body language, o linguaggio del corpo, sia lo specchio dei nostri pensieri e quindi occorre tenersi un poco, evitare di incrociare dita, mani, braccia e gambe, potrebbe destare un sospetto di indisposizione verso il colloquio. Tamburellare sul tavolo con le dita o le mani è segno di nervosismo. Deglutire di continuo o fare strani suoni gutturali denota irrequietezza. Comportatevi con calma e scioltezza, solo così farete una buona figura.

4. Linguaggio. Curate il vostro modo di parlare, niente termini poco formali e niente neologismi danteschi, ricordatevi che anche se è un colloquio di lavoro non bisogna risultare macchinosi o troppo lascivi, siate semplicemente naturali.

5. Puntualità. Presentarsi in orario è molto importante, arrivare 5-1o min in anticipo potrebbe essere un buon modo di iniziare. Chi arriva in ritardo, anche se giustificato secondo dei motivi variabili, potrebbe venire subito mal etichettato.

6. Reperire informazioni sull’azienda. Conoscere qualcosa sull’azienda, anche solo la storia, il business ed il mercato in cui opera, potrebbe farvi apparire interessati e ben disposti. Chi non si è minimamente informato potrebbe risultare un perdigiorno.

7. Interesse. Mostrarvi interessati non è una forzatura, domande sull’azienda, sui compiti da svolgere, sul mercato in cui operare potrebbe farvi apparire come partecipi e quindi migliori rispetto ad altri candidati.

8. Parlantina. Non fate in modo che ilvostro colloquio si trasformi in una mera situazionedi botta e risposta, siate propositivi anche nelle risposte, lasciate il tutto aperto verso delle risposte mirate. Se avete già avuto esperienze di lavoro o di studio che volete evidenziare cercate di inserirle dentro alle risposte ad alcune domande. Tutto ciò potrebbe volgere a vostro favore.

9. Descrizione. Un trucco che normalmente le HR usano per mettervi in difficoltà è quello della descrizione personale. Non vi spaventate se vi verranno chieste cose assurde come tre aggettivi che vi descrivano positivamente e tre negativamente oppure di tirare fuori delle vostre caratteristiche personali partendo come iniziali con le lettere del vostro nome. Pensateci prima e cercate di non contraddirvi (ad esempio se dite di essere socievoli poi dopo non dite di essere scontrosi, è semplice).

10. Disponibilità. Vi potrebbe venire chiesto fino a quanto siete disposti a dare verso l’azienda. Le HR sanno benissimo che nessuno si immolerebbe per il bene dell’impresa, vogliono solo vedere se state al gioco. Vi potrebbero proporre trasferte ma anche trasferimenti, e non solo momentanei, ma perenni. Dipende tutto da voi, da quanto volete il lavoro e da quanto siete disposti a dare. Ovviamente più levostre risposte saranno un sì e meglio sarà per voi.

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